venerdì 12 marzo 2010

Facebook come divinità


Vorrei concludere l’articolo che ho scritto ieri (“Facebook versus GF, chi vince? Vince Mauro”) con una provocazione. La provocazione, sia chiaro, non mette in gioco nessuno schieramento e neppure giudizi di valore, ma vuole invitare alla riflessione, per confermare le proprie idee o magari per confutarle. Lo stesso articolo finiva con una domanda sibillina: il gruppo su facebook è stato così decisivo come si dice per decretare la vittoria di Mauro? Alcuni di voi mi hanno risposto per lo più sottolineando l’importanza fondamentale del web, della possibilità di interazione attiva impensabile in televisione e della grande coesione tra le persone all’interno del gruppo. Sono profondamente d’accordo con tutto ciò, ma dopo aver passato un po’ di tempo a pensarci voglio ribadire la mia domanda, e qui sta la provocazione. Tutti dicono che la fan page di Mauro su facebook e i suoi oltre 400.000 iscritti abbiano contribuito in maniera determinante, se non in maniera totale, alla vittoria: siamo proprio sicuri?
Riflettiamo. Le dinamiche del televoto sono quanto di più oscuro, melmoso e impossibile da verificare; sottostanno a una legge che non ci è dato sapere. È possibile allora che i 400.000 fan (quanti di questi 400.000 poi sono effettivamente votanti?) abbiano spezzato le regole e spiazzato i regolatori a fronte di una totalità di telespettatori che durante la finale ha superato sette milioni di unità. Voglio dire, sette milioni sono tanti. Certo, anche le dinamiche di certificazione dell’audience fatte dal sistema Auditel sono oscure e torbide come non mai. Non saremo mai certi che i sette milioni siano effettivamente sette milioni e anche in questo caso non potremo mai sapere quanti di loro hanno votato… ma restano comunque tanti rispetto a 400.000!
C’è da dire poi che, per quanto facebook si differenzi dalla TV per le sue modalità partecipative, i suoi meccanismi interni sono tanto oscuri, torbidi e non trasparenti quanto quelli che abbiamo elencato finora.
E allora?
Ok, mi dite che VOI (nel senso voi Marin’s, voi di facebook) avete fatto vincere Mauro… va bene, ma potete provarlo? Potete dimostrarlo dati alla mano? Voi utenti di facebook siete in gran parte quell’80% di persone che hanno determinato il risultato plebiscitario della finale, la maggioranza pressoché assoluta? E poi, VOI chi?
Quello che ho letto in questi giorni su alcuni dibattiti dell’area discussioni suona più o meno così:
«Noi abbiamo fatto vincere Mauro!».
«E chi lo dice?», domando io.
«Noi…».
«Ahn… ho capito…».
Insomma, il gruppo le la dice e se la fa, e se la fa e se la dice…
Gli iscritti al gruppo di fb si auto-conferiscono il ruolo determinante e centrale nella vittoria di Mauro, auto-definendo così la certezza dell’importanza del gruppo. Si tratta di una manifesta auto-legittimazione della propria posizione dominante (per altro non verificalbile). Nessuno si domanda il perché. L’unica cosa possibile è credere ciecamente a quello che dice il gruppo e che ciò che dice sia la verità. E in tal modo diventa la verità, perché è condivisa da tutti (ma solo all’interno del gruppo). Perciò è una verità auto-referenziale, auto-riferita e per di più auto-compiaciuta e auto-celebrativa. (ora basta “auto” :D)
E fuori dal gruppo? Non importa.
«È così, punto e basta!».
«Ma perché?».
«Perché lo diciamo noi».
C’è un attaccamento quasi religioso alle proprie convinzioni. A ben vedere si tratta proprio di una religione, una fede. C’è un gruppo di persone che condividono gli stessi ideali e credono ciecamente nelle parole e nei gesti di un’entità soprannaturale e indefinita. E, nonostante vi sia una forma di idolatria verso Mauro, il vero Dio, quello di cui non si discutono le decisioni, è lo stesso gruppo su facebook. Ma nessuno sa che sta lassù, chi comanda. Allora, gli stessi utenti del web, gli iscritti al gruppo, in mancanza di conoscenze certe su chi c’è lassù, si sono auto-divinizzati, conferendo alle loro azioni collettive una forza non certificabile e sempre misteriosa. Insomma, il gruppo è attraversato da correnti di fanatismo religioso. Gli iscritti sono degli estremisti, almeno nelle dichiarazioni. Il gruppo stesso è il loro Dio. Mauro ne è solo il “Profeta”.



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