martedì 23 novembre 2010

Pepsi Pepsi Pakistan!

Ecco il mio nuovo post da West Coast Tales (rubrica/diario di Finzioni Magazine).



Proprio oggi è online il nuovo numero di Granta (winter 2010, issue 113) che raccoglie The Best of Young Spanish-Language Novelist. Avete già sentito parlare di Granta, no? Si tratta di una rivista storica fondata nel lontano 1889 da alcuni studenti della Cambridge University. Da allora ha raccolto i testi dei più grandi scrittori che vi vengono in mente, e ancora oggi è considerata da tutti come The magazine of the new writing. Come al solito non è facile trovarla nelle librerie italiane, ma è arrivata per vie traverse grazie alla mediazione di una casa editrice attenta e lungimirante come minimum fax (vedi ad esempio United Stories of America. 21 scrittori per il 21° secolo, che corrisponde all’issue 97: Best of Young American Novelists 2).
Seppur già acquistabile online, la rivista sarà disponibile nei negozi inglesi dal 25 novembre e in quelli americani dal 6 dicembre. Questo mi dà modo di scrivere qualcosa sul numero precedente di Granta (autumn 2010), che ho comprato la settimana scorsa e che non ho ancora finito di leggere (il jet lag è duro da smaltire e ogni tanto vengo preso da incontrollabili attacchi di narcolessia).
L’issue 112 si chiama Pakistan ed è una raccolta delle migliori voci in grado di raccontare uno dei posti più dinamici ma allo stesso tempo instabili del pianeta. Tra gli scrittori ci sono vincitori di premi Nobel, vincitori di premi Pulitzer, ci sono nipoti di ex eroi nazionali, ma un racconto in particolare ha destato la mia attenzione. L’autrice si chiama Kamila Shamsie, nata a Karachi, attualmente vive a Londra, già autrice di cinque romanzi, per l’occasione ha scritto un racconto che si chiama Pop Idols. In Pop Idols vengono narrati i cambiamenti politici e sociali del Pakistan dal 1981 ad oggi attraverso i saliscendi delle pop star locali. C’è il primo music video del duo Nazia e Zoheb Hassan, velocemente stroncato dal dittatore ultra-conservatore Zia ul-Haq. C’è una pop star del calibro di Junaid Jashed, che sembra in tutto e per tutto un divo occidentale, ma che poi cade nell’oscurità del fondamentalismo (e si ritrova – ah! che ipocrisia! – con la barba e tutto a sgranocchiare delle patatine per un commercial). C’è Salman Ahmad, che ha scritto il libro Rock & Roll Jihad. A Muslim Rock Star’s Revolution.
Potrei fermarmi qui, ma come posso non citare i passaggi televisivi dei Vital Signs, la prima boy band pakistana. I quattro bellocci in questione hanno riadattato la loro canzone più famosa (Dil Dil Pakistan, che suono più o meno come "Cuore cuore Pakistan") secondo le esigenze del maggiore sponsor della TV di stato. E ora beccatevi i Vital Signs che cantano a squarciagola Pepsi Pepsi Pakistan!


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